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Cessione del quinto: quali sono i vantaggi e i documenti da presentare?

Gli italiani, da sempre, vengono considerati un popolo particolarmente attento al risparmio.

Una virtù, quest’ultima, che si tramanda di generazione in generazione, con l’intento di mantenere un adeguato tenore di vita o lasciare un prezioso gruzzolo alle generazioni future.

Col passare degli anni, però, questa attitudine è andata via via scemando, a causa delle mutate condizioni della cosiddetta “classe media”. Rispetto a qualche anno fa, infatti, il potere d’acquisto è calato sensibilmente, così com’è aumentata la precarietà nel mondo del lavoro.

Un binomio, quest’ultimo, che incide, giocoforza, sulla possibilità di mantenere elevata l’attitudine al risparmio, specie per i nuclei famigliari.

Cambia l’approccio al mondo dei finanziamenti

Gli abitanti del Belpaese, di conseguenza, hanno volto il loro sguardo al mondo del credito al consumo con sempre maggior frequenza, modificandone radicalmente l’approccio.

Se un tempo, infatti, un prestito veniva visto come l’ultima soluzione possibile in quanto privi della liquidità necessaria all’acquisto di un bene, oggi viene richiesto anche come un’arma di difesa del proprio patrimonio finanziario: meglio pagare una comoda rata mensile, che non vada ad intaccare eccessivamente il bilancio famigliare complessivo, piuttosto di dover esborsare una parte del proprio patrimonio finanziario, creato, nella maggior parte dei casi, con sacrifico e sudore.

Un cambio di mentalità significativo, che spesso si tramuta in un maggiore serenità per moltissimi nuclei famigliari.

L’accesso al mondo dei finanziamenti, di conseguenza, è divenuto sempre più frequente: quasi il 40% delle famiglie, infatti, ha richiesto un prestito, anche solo di piccolo importo, nell’ultimo quinquennio.

Oltre ai tradizionali prestiti con “ammortamento alla francese“, quelli più comunemente contratti con banche e finanziarie, nell’ultimo decennio è in costante ascesa un’altra modalità di finanziamento: la cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Questa modalità si differisce, significativamente, rispetto al tradizionale prestito in diversi aspetti. In primis, le modalità di addebito della rata.

Se l’erogazione è la medesima prevista da un normale finanziamento, ovvero l’accredito su un conto corrente, il rimborso rateale è previsto con la trattenuta dell’importo direttamente della busta paga.

Un elemento, quest’ultimo, che consente di far fronte impeccabilmente ai propri impegni, azzerando totalmente il rischio di risultare insolventi: a garantire il pagamento è il datore di lavoro.

Cessione del quinto, un finanziamento in grado di tutelare la privacy

E’ molto importante, di conseguenza, sapere come calcolare la rate mensile della cessione del quinto, un esercizio estremamente semplice, che è in grado di dare un’indicazione precisa dell’impegno che l’utente andrà ad affrontare.

Questa tipologia di finanziamento, poi, è in grado di soddisfare ampiamente la privacy di chi lo richiede. Se la richiesta di un normale prestito, infatti, dev’essere corredata anche da valide motivazioni, supportate da un’adeguata documentazione attestante le reali spese da sostenere, la cessione del quinto dello stipendio può essere richiesta senza dover fornire alcuna spiegazione.

Un vantaggio indubbiamente interessante, che tutela completamente gli aspetti della vita privata del richiedente il prestito. Analizzati i vantaggi, non resta che vedere quali siano i documenti necessari per presentare una richiesta di finanziamento della cessione del quinto dello stipendio/pensione.

Innanzitutto, è indispensabile fornire un documento riconoscitivo in corso di validità, ovvero non scaduto: carta d’identità o patente. Oltre ad esso, è indispensabile fornire un documento attestante il proprio codice fiscale: le nuove carte d’identità elettroniche o le tessere sanitarie possono essere tranquillamente utilizzate per questo scopo.

È fondamentale, poi, fornire il certificato di stipendio, che di norma viene rilasciato dagli uffici amministrativi della ditta presso la quale si lavora; nel caso si percepisse una pensione, l’INPS fornirà la “dichiarazione della quota cedibile pensionati”, un documento che si può tranquillamente richiedere presso qualsiasi patronato.

Per quanto concerne i redditi, è indispensabile presentare l’ultimo CUD oltre alle ultime due o tre buste paga, mentre i pensionati dovranno richiedere il cosiddetto “Obis M” all’INPS.

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