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Contratti di convivenza e diritti per le coppie di fatto

contratti di convivenzaTra le novità assolute della nuova legge sulle unioni civili, approvata giovedì scorso alla Camera dei Deputati ed in attesa della definitiva promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e della successiva entrata in vigore a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale con 372 voti favorevoli, 51 voti contrari e 99 astenuti, rientrano anche i contratti di convivenza che potranno essere stipulati tra coppie di sesso diverso e tra coppie dello stesso sesso.

Trattasi di una novità importante e storica, che consentirà anche alle coppie di fatto di sesso diverso e coppie dello stesso sesso di regolamentare definitivamente i propri rapporti personali e patrimoniali. In particolare, i contratti di convivenza regolamenteranno gli aspetti personali e patrimoniali di tutte quelle coppie di fatto di sesso opposto ovvero dello stesso sesso che vorranno intraprendere un rapporto di convivenza di fatto e dovranno essere redatti da avvocati o notai attraverso la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata. I professionisti dovranno autenticare la sottoscrizione dell’atto, le sue modifiche e la sua risoluzione.

Avvocati e notai dovranno inoltre verificare ed attestare che il contratto di convivenza sia lecito e che le clausole ivi contenute siano conformi all’ordine pubblico e alle norme imperative e, a seguito dell’attestazione, dovranno trasmetterne copia all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di residenza dei conviventi entro il termine di 10 giorni dalla sottoscrizione per formalizzare definitivamente l’accordo.

Recesso o cessazione dei contratti di convivenza

Tali contratti si scioglieranno esclusivamente per morte di uno dei conviventi, recesso di uno o risoluzione per mutuo consenso di entrambi i conviventi o nell’ipotesi in cui uno o entrambi i partner intraprendano un rapporto di matrimonio con un terzo o un rapporto di unione civile tra di loro o tra uno di essi con un terzo.

D’altra parte, un’ulteriore novità riguarda il fatto che, in caso di cessazione del rapporto di convivenza, il convivente in stato di bisogno ed impossibilità di provvedere al proprio mantenimento possa chiedere al Tribunale che gli venga riconosciuto il diritto agli alimenti da parte dell’altro convivente.

L’ammontare e la durata del contributo agli alimenti verrà determinato dal Giudice in base alla durata della convivenza ed alle norme del codice civile applicate ai rapporti di coniugio.

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