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Italia: paradiso fiscale per le successioni?

successioni ereditàSe parliamo di pianificazione dell’eredità, l’Italia registra solo il 6% di successioni pianificate con testamento. Il restante 94%, le cosiddette “successioni legittime”, non deriva dunque da una progettazione successoria, ma segue semplicemente le norme del codice civile. Le motivazioni di questa scelta preponderante risiedono sicuramente in un po’ di scaramanzia, ma soprattutto nella mancata conoscenza degli effetti della non pianificazione. Tant’è che siamo uno dei paesi con il maggior numero di contenziosi tra eredi e in cui si corre spesso il rischio di non proteggere adeguatamente il patrimonio finanziario o d’impresa nei passaggi generazionali.

Bisogna fare inoltre molta attenzione alla tassazione sulle successioni e donazioni (intese proprio come un’anticipazione dell’eredità), in quanto attualmente l’Italia è considerata un paradiso fiscale a riguardo: sopra la franchigia di 1.000.000 € l’imposta di successione è al 4% per coniuge o parenti in linea diretta che sale lievemente per altri soggetti raggiungendo un massimo di un 8%. Cioè  se un genitore lascia in eredità al figlio 1 milione di €, in Italia c’è l’esenzione totale di tasse per il figlio. Se fossimo in Germania, il figlio pagherebbe 75.000€, in Francia 195.000€, in Inghilterra 250.000€ … solo per fare qualche esempio.

Negli ultimi anni sono state proposte diverse riforme di legge sulle successioni (ad esempio la n. 2830 del 2015)  che ipotizzano di abbassare la franchigia, ad esempio a 500.000€, e di alzare l’aliquota minima al 7% o addirittura di portarla a 2 cifre per allineare la tassazione con l’estero e per recuperare circa 40 miliardi di gettito annuo. Per adesso non c’è ancora nulla di certo, ma dato che la legge sull’eredità è sempre più sotto tiro, è molto improbabile che la situazione attuale rimanga invariata nel prossimo futuro.

Risulta dunque auspicabile entrare nell’ottica che occorra tutelare meglio e maggiormente l’eredità (sia nel rispetto delle proprie volontà sia degli eredi). Attraverso il testamento in primis, ma anche valutando bene le soluzioni legali prive di rischio per preservare il patrimonio immobiliare, societario e finanziario, rivolgendosi a commercialisti, notai e consulenti finanziari di fiducia. Tra le soluzioni a cui si può ricorrere c’è ad esempio la donazione della nuda proprietà con riserva di usufrutto (per gli immobili e le società) o i contratti di assicurazione sulla vita (per gestire i patrimoni finanziari).

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