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INPS più vicina con la busta arancione

Busta arancione in arrivoTito Boeri, presidente dell’Inps dal 24 dicembre 2014, la settimana scorsa ha annunciato che sarà inviata direttamente a casa di 7 milioni di dipendenti privati la famosa busta arancione che contiene informazioni importanti circa la propria situazione pensionistica, mentre i dipendenti pubblici riceveranno le informazioni in allegato ai cedolini. In pratica, dalla seconda settimana di aprile in poi, verranno inviate 150 mila lettere al giorno fino a cercare di raggiungere tutti i contribuenti.

Si tratta di un nuovo passo da parte dell’Inps per essere un po’ più vicina ai cittadini italiani, soprattutto dal punto di vista della trasparenza e della chiarezza informativa. Sarà così possibile essere più consapevoli di quando si andrà in pensione e quanto si prenderà e se necessario di come ricorrere ai ripari per integrarla (scopri come).

Ricordiamo anche che sul sito dell’Inps è possibile ricorrere al servizio “La mia pensione” che permette di simulare quella che dovrebbe essere la pensione che si percepirà al termine della propria attività lavorativa (in base all’attuale normativa in vigore e tenendo conto dell’età, della storia lavorativa e del reddito del contribuente). Il servizio è accessibile per i lavoratori che versano i contributi nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, nelle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi (Artigiani e Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri), nella Gestione separata e nella Gestione Dirigenti di aziende industriali (exINPDAI). A breve, il servizio sarà  esteso anche ai dipendenti pubblici e ai contribuenti di altri Fondi e Gestioni amministrate dall’Inps.

Conoscere la propria pensione non solo tramite la busta arancione

L’invito è anche anche quello di munirsi di pin e di Spid (v. articolo Ora possiamo avere un’identità digitale grazie a Spid), il pin unico per accedere ai servizi on line, frutto della collaborazione tra Inps e l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid). L’intervento dell’Inps con l’invio delle buste arancioni nasce anche dal fatto che sebbene già 18,5 milioni di italiani abbiano ricevuto un’identità digitale Inps e di questi 13 milioni siano lavoratori, rimangono ancora 12 milioni di contribuenti senza pin (42% under40 e 34% fra i 40 e i 50 anni).

Concludiamo con il commento di Boeri stesso: “Busta arancione? Una percentuale non piccola avrà delle sorprese” – “Ma l’informazione va data” –  “Molti contribuenti non riescono ad immaginare quanto sarà la propria pensione, perché si costruisce con i primi anni di contributi, non con gli ultimi, come succedeva un tempo” – “Non ci sono rischi di impatti negativi sui consumi … [Ciò che] devasta consumi e investimenti è l’incertezza. Se riduciamo l’incertezza dando più informazioni a persone che sanno poco del loro futuro facciamo una operazione molto utile”.

2 thoughts on “INPS più vicina con la busta arancione”

  1. Clotilde says:

    Penso che sia un immane spreco di denaro e risorse! Perché non far funzionare il link “la mia pensione” (che non simula ma invita a contattare l’inps) e pubblicizzare la funzione e la richiesta del pin?

  2. Trackback: diggita.it

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