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Regime dei Minimi 2016: cosa cambia

Nuovo regime dei minimiIl Regime Forfettario 2016 manda in pensione il vecchio regime dei minimi, anche se gran parte dell’ossatura rimarrà la stessa, e dal 2016 sarà quindi l’unico regime agevolato e potrà essere utilizzato sia da soggetti che intendono intraprendere una nuova attività sia da quelli che ne hanno già una in corso, salvo ovviamente la sussistenza dei requisiti richiesti. Quei soggetti che fino al 2015 si sono invece avvalsi del Regime dei Nuovi Minimi, il cui termine per l’adozione è scaduto il 31/12/2015, possono continuare ad applicarlo, fino ad arrivare alla scadenza naturale, oppure decidere di applicare il nuove regime forfettario, una volta valutata la convenienza.

I requisiti per accedere al nuovo Regime dei Minimi

Il nuovo regime ovviamente si rivolge a persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa, di arte o di professione in forma individuale, e che rispettino i seguenti requisiti:

– hanno conseguito ricavi entro determinati limiti (tra € 25.000 e € 50.000) a seconda dell’attività esercitata in base al codice Ateco. Vengono così innalzati di € 10.000 i limiti previsti dal precedente regime dei minimi;

– hanno sostenuto spese per lavoro accessorio, dipendente e per collaboratori non superiori a € 5.000 lordi;

– dovranno avere un costo complessivo per beni strumentali inferiore a € 20.000 alla chiusura dell’esercizio (al lordo degli ammortamenti);

– nel caso in cui percepiscano eventuali altri redditi da lavoro dipendente (o pensioni) non dovranno essere superiori a € 30.000 annui (di conseguenza quelli derivanti dall’attività d’impresa non dovranno essere superiori a € 20.000).

Semplificazioni fiscali e contabili

I contribuenti che decidono di applicare il nuovo Regime dei Minimi godranno di nuove semplificazioni di tipo fiscale e contabile. Non saranno tenuti alla registrazione delle scritture contabili (avranno ovviamente l’obbligo di conservare i documenti emessi e ricevuti), godranno di una semplificazione nel versamento dell’iva, e non saranno tenuti ad operare le ritenute. Saranno inoltre esclusi dagli studi di settore e dai parametri.

Il reddito imponibile viene determinato applicando all’ammontare dei ricavi un coefficiente di redditività, che varia a seconda del codice ATECO dell’attività svolta. Sul reddito imponibile si applicherà un’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap, che sarà pari al 15%.

Data l’ampiezza dell’argomento la nostra redazione si occuperà in altri articoli del Regime dei Minimi 2016 (soprattutto per quanto riguarda le agevolazioni per startup), ma nel caso voleste risolvere alcuni dubbi potete fare domande dirette sul nostro gruppo facebook.

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