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Scomparsa delle pensioni di reversibilità?

pensioni reversibilitàLe pensioni di reversibilità sono a rischio, questo l’allarme lanciato nelle ultime settimane dai partiti di opposizione e dai sindacati.
La notizia è nata da un passaggio del disegno di legge delega sul contrasto alla povertà, presentato alcuni giorni fa dal Governo Renzi: la riforma vorrebbe introdurre un assegno universale per i più poveri (chi non è ritenuto in grado di acquistare un paniere essenziale di beni, secondo la definizione di povertà assoluta dell’Istat).
Le risorse economiche dovrebbero sostenere 4,1 milioni di persone, ma evidentemente le casse dello Stato in questo momento non sono in grado di farlo: la legge di Stabilità ha stanziato 600 milioni per l’anno 2016, che saliranno a un 1 miliardo per l’anno 2017.
Il Governo inizierà col sostenere sostegno di circa 1 milione di persone, cioè circa 280mila famiglie con almeno tre figli minori e in condizioni di estremo bisogno.

Ma per allargare la platea dei beneficiari, dando un aiuto concreto a tutti gli individui che ne hanno bisogno, c’è la necessità di reperire nuovi i fondi: ed è proprio nel disegno di legge delega sul contrasto alla povertà, si afferma che altri finanziamenti saranno reperiti, attraverso la riforma delle prestazioni assistenziali e quelle previdenziali legate al reddito, ta cui le pensioni di reversibilità, anche se non sono esplicitamente menzionate, come lo sono, invece, le integrazioni al minimo sulle pensioni degli italiani all’estero.

I numeri delle pensioni di reversibilità

Le pensioni di reversibilità sono un pezzo fondamentale del Welfare per circa 3 milioni di anziani, generalmente vedove, che ricevono per tutta la loro restante vita il 60% di quella che era la pensione del marito: la spesa è di circa 24 miliardi di euro l’anno. Molto spesso per queste persone l’assegno di reversibilità costituisce l’unica forma di reddito che si somma all’immobile lasciato in eredità dal coniuge.
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, finora ha spiegato che l’obiettivo della legge è tagliare sprechi e duplicazioni. Gli strumenti che saranno oggetto della riforma dovranno essere soggette all’Isee e non più ai redditi individuali per arrivare a escludere dai sussidi le famiglie più ricche, per dare di più a quelle più povere. Il Governo ha assicura che, in ogni caso, qualsiasi stretta sulle prestazioni riguarderà quelle future e non quelle in essere.
Noi seguiremo con attenzione le evoluzioni di questa riforma.

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